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Dal vecchio ACE al nuovo APE: cosa cambia?

Il Decreto 63/2013 apre la via a nuovi metodi di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici e, recependo la direttiva europa 31/2010, introduce l’attestato di prestazione energetica APE in sostituzione dell’attestato di certificazione energetica (ACE).

Al momento non sono ancora definiti i dettagli per redigere l’APE e lo stesso sarà operativo solo dopo la precisazione delle modalità di calcolo allineate alla direttiva 31/2010.

Il futuro APE dovrà essere redatto per gli edifici di nuova costruzione, qualora vengano fatti interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di ristrutturazione e di risanamento conservativo che insistono su oltre il 25% della superficie dell’involucro dell’intero edificio e in caso di vendita o nuova locazione, riportando i riferimenti anche negli annunci immobiliari.

Qualora sia già disponibile un ACE in corso di validità e rilasciato conformemente alla direttiva 2002/91/Ce l’obbligo di redigere un APE viene meno.

Per il resto la validità dell’APE resta pari a 10 anni salvo l’obbligo di aggiornarlo in caso di interventi di ristrutturazione e di riqualificazione che modifichino la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare.

Dure le sanzioni per i proprietari degli immobili che in caso non redigano l’APE quando obbligatorio si troveranno a pagare un’ammenda da 3mila a 18mila euro.