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Italia bocciata dall’Europa ma chi ci perde siamo noi!

Come già si temeva, l’Italia non passa l’esame europeo quanto a recepimento della Direttiva 2010/31/Ue relativa alla certificazione energetica degli edifici.

L’esclusione dall’obbligo dell’ACE degli edifici non di nuova costruzione in caso di affitti risulta contraria alla normativa comunitaria che prevede l’attestato di certificazione energetica per qualsiasi compravendita e locazione.

Oltre a questo rimane possibile in Italia aggirare gli obblighi di legge con il meccanismo dell’autocertificazione. Le Regioni infatti che non hanno legiferato, recependo semplicemente le linee guida nazionali, ammettono ancora che il proprietario dichiari sotto la propria responsabilità che l’edificio è in classe G con pessime prestazioni energetiche.

Pigrizia o furbizia all’italiana la classe G è così divenuta altamente diffusa, svalorizzando totalmente l’utilità dell’ACE come strumento di valutazione delle prestazioni energetiche e costi di gestione conseguenti di un edificio.

Prescindendo infatti dall’aspetto burocratico, l’introduzione della certificazione energetica va in direzione di accrescere la consapevolezza sui costi presenti e futuri di una cattiva progettazione e gestione degli edifici sul fronte del consumo energetico.
Anche senza essere ambientalisti questo rappresenta un parametro interessante di valutazione di un immobile che sta dando ottime soddisfazioni a tutti i proprietari di edifici nelle classi migliori. I valori al mq diventano infatti significativamente diversi e rappresentano dunque per il proprietario un vantaggio ben superiore al costo di redazione del certificato.

Peccato dunque che questa coscienza non si sia diffusa e che debba essere in qualche modo “imposta” dalla Corte Europea….